CONTROLLI HACCP ROMA CAMPO DE’ FIORI

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CONTROLLI HACCP ROMA CAMPO DE' FIORI

Controlli haccp Roma Campo De’ Fiori. Diverse le violazioni riscontrate in seguito a un’ondata di controlli da parte dei Carabinieri del nucleo nas e Ispettorato del Lavoro. Tra le più rilevanti, quella di un ristoratore che metteva a disposizione della clientela olio di semi, spacciandolo per extravergine di oliva, grazie a una pigmentazione ottenuta dalla clorofilla.

Diverse le attività sottoposte a rigidi controlli tra Rione Monti e Campo De’ Fiori, riguardanti la corretta applicazione delle norme igienico-sanitarie, (diverse la attività sanzionate ai sensi del D. Lgs 193/2007, per mancata applicazione del sistema haccp), e gli aspetti legati al diritto dei lavoratori. Diverse le attività sanzionate per il mancato rispetto dei limiti di occupazione di suolo pubblico.

L’esito dei Controlli haccp Roma Campo De’ Fiori è stato il seguente:

Sequestrati 170 litri di falso olio extravergine d’oliva, il titolare, un uomo romeno di 48 anni, è stato denunciato dalle autorità e costretto a pagare una sanzione amministrativa di € 4.000,00;

Erogate sanzioni pecuniarie a 4 esercizi commerciali; una per mancata applicazione delle norme haccp multata per € 2.000,00, una per presenza di lavoratori in nero per un numero complessivo superiore del 20% rispetto ai lavoratori totali € 4.000,00, una per mancato permesso di occupazione di suolo pubblico € 3.169,00, l’ultima di proprietà di un cittadino del Bangladesh, poichè non esponeva l’etichettatura dei prodotti alimentari in lingua italiana, € 3.000,00.

Infine, nel Rione Monti, un commerciante del Bangladesh è stato multato poichè non esponeva il cartello relativo al divieto di vendita di bevande alcoliche in orari notturni, come disposto dall’amministrazione capitolina, consultabile in basso:

https://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/ordinanza_antialcol_luglio_2017_def.pdf

Il periodo estivo, particolarmente rischioso per la corretta conservazione dei cibi, a causa delle elevate temperature, si conferma uno dei periodi dell’anno più denso di controlli in ambito igienico – sanitario. La salute pubblica ringrazia gli organi controllo per il loro efficace intervento.

Giuliano Vasciaveo

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I PERICOLI DEL GHIACCIO NELLE BIBITE

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I PERICOLI DEL GHIACCIO NELLE BIBITE. Circa il 60% del ghiaccio somministrato da bar e ristoranti non è sicuro dal punto di vista sanitario. Pessima notizia per gli avventori di bar ristoranti o chioschi mobili. Il rischio nasce dal processo di congelamento, il quale non garantisce l’inattivazione delle cariche batteriche presenti al suo interno, ma solo la loro attenuazione. Stesso rischio per la fase di conservazione, durante la quale possono avvenire contaminazioni anche dal punto di vista chimico. L’allarme è stato lanciato dalla INGA ovvero l’Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare, il quale ha redatto il primo manuale di corretta prassi igienica per la produzione del ghiaccio, approvato dal Ministero della Salute. I rischi di contaminazione che possiamo trovare nel ghiaccio, sono i tipici che possono insorgere nelle fasi produttive dell’industria alimentare:

Rischio chimico: sostanze chimiche che accidentalmente possono contaminare il ghiaccio durante la fase di produzione o stoccaggio;

Rischio biologico: microrganismi patogeni e non o infestanti che possono annidarsi nel ghiaccio;

Rischio fisico: corpi estranei che possono contaminare il ghiaccio.

La produzione del ghiaccio, è pertanto altrettanto importante come quella di un qualsiasi altro alimento

Rischi sanitari per il 56% del ghiaccio.

I Controlli ufficiali

A fare questa affermazione è Pietro Schembri, dirigente servizio 7 sicurezza settore alimentare dip. attività sanitarie e osservatorio epidemiologico e Assessorato della Salute nella regione Sicilia, in seguito a ispezioni eseguite nelle attività di ristorazione nell’area costiera di Palermo. Le contaminazioni maggiormente riscontrate sono chimiche e microbiologiche. Questo fenomeno è causato principalmente dalla mancanza di due requisiti fondamentali nel processo di produzione del ghiaccio:

Acqua destinata alla produzione del ghiaccio priva dei requisti di potabilità;

Processi di sanificazione delle macchine per la produzione del ghiaccio, inadeguati.

Procedure haccp

I pericoli del ghiaccio nelle bibite, sono rappresentati anche dalla mancanza delle procedure operative per la sua produzione,  nel manuale haccp – ha evidenziato Carlo Stucchi, presidente dell’istituto italiano Ghiaccio Alimentare-. Il primo passo da fare è includere le procedure operative standard nei manuali haccp delle imprese alimentari e diffonderne il loro uso.

http://www.ilsole24ore.com/art/food/2017-06-24/una-bibita-ben-fredda-attenzione-60percento-casi-ghiaccio-non-e-sicuro-103131.shtml?uuid=AEU83QlB&refresh_ce=1

Giuliano Vasciaveo

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PRODOTTI BIOLOGICI NOVITA’ IN ARRIVO

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Prodotti biologici novità in arrivo. In via di approvazione il nuovo decreto del Consiglio dei Ministri. Il nuovo decreto legge ha come obiettivo l’armonizzazione dei controlli da parte degli enti certificatori. Lo scopo del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, è quello di tutelare maggiormente il consumatore, rendendo i processi di certificazione dei prodotti biologici, ancora più trasparenti.

Il decreto legge deve ancora essere approvato definitivamente, ma diamo un primo sguardo alle novità introdotte:

Sistema dei controlli:le autorizzazioni alle funzioni di controllo, sono emanate dall’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi dei prodotti agroalimentari, il quale vigila anche sull’attività degli organismi di controllo. L’attività di vigilanza sugli organismi di controllo, viene estesa anche al Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri (ex Guardia Forestale, assorbita dall’arma dei carabinieri dall’ 1-1-2017).

Conflitto di interesse: gli operatori del settore alimentare del settore biologico, non potranno essere soci o detenere quote societarie degli organismi di controllo, i quali non potranno vigilare per più di 5 anni consecutivi su una singola azienda.

Velocizzare la repressione frodi: grazie a una innovativa banca dati pubblica,  le transazioni commerciali del settore biologico saranno visibili a tutti gli operatori del settore. Lo scopo è quello di rendere più tempestiva la repressione delle frodi. Prodotti biologici novità in arrivo.

” Vogliamo fortificare il settore del biologico, rendendolo più trasparente” – ha dichiarato il ministro Martina, “l’italia è il paese leader nelle coltivazioni biologiche e il settore è in continua espansione”. “Tutte le novità saranno introdotte finalmente in un testo unico, a maggiore garanzia per il consumatore, rendendo la filiera ancora più trasparente”(…) “Renderemo più trasparenti i rapporti tra i produttori e le aziende certificatrici di un settore strategico del nostro paese.

Il Decreto del ministro Martina è consultabile a questo link:

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11393

Giuliano Vasciaveo

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Nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari

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Nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari

Nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari, facciamo chiarezza. Il regolamento comunitario 178/2002, uno dei pilastri della Food Law, prescrive non solamente le modalità di rintracciabilità dei prodotti alimentari, ma anche quelle per il richiamo (definito recall), degli stessi. Il regolamento europeo, individua l’OSA come unico responsabile  dei prodotti alimentari che vengono commercializzati e gli impone di comunicare, per mezzo del sistema rapido di allerta, tutte le misure attuate per diminuire i rischi al consumatore finale, compresi i ritiri e i richiami, come stabilito dagli articoli 18,19 e 20.

Cosa s’intende per richiamo di un prodotto alimentare?

Richiamo: procedura obbligatoria ai sensi dell’articolo 19 paragrafo 1, del Reg.CE 178/2002, che deve attuare l’OSA, nel caso in cui il prodotto alimentare possa essere arrivato al consumatore finale. Tale procedura, si espleta con l’apposizione di una cartellonistica nel punto vendita in cui è avvenuto il richiamo.

Nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari

Nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari

Avviso di sicurezza: avviso emanato per mezzo di comunicato stampa o web dal Ministero della Salute, ai fini di tutela della salute pubblica. Tale avviso ha scopo precauzionale ed è basato su fonti ufficiali quali: RASFF, EWRS, INFOSAN, Carabinieri tutela della salute, ASL, Regioni, AIFA, ISS, ARPA, Laboratori IZS. Tale avviso non è da intendersi come sostitutivo del richiamo e non assolve l’OSA da tale compito.

Modalità operativa per un corretto richiamo dei prodotti alimentari

Nell’allegato 1 della circolare del Ministero della Salute MINSAL_Aggiornamento_Procedure_Richiamo_5  sono descritte le operazioni da seguire nel caso in cui sia stato accertato un grave rischio per la salute, oppure se lo stesso debba essere valutato. In base a queste valutazioni, si deciderà se adottare o no misure rapide per tutelare la salute pubblica. I casi di grave rischio, sono stati suddivisi in effetti immediati e a lungo termine:

Effetti immediati: quando le sintomatologie causate dall’ingestione di alimenti nocivi per la salute umana, si manifestano immediatamente o in brevi periodi o su categorie particolarmente a rischio, quali: immunodepressi, donne in gravidanza, soggetti allergici, anziani, bambini.

Effetti a lungo termine: quando gli effetti causati dall’ingestione di alimenti nocivi, comporta effetti dannosi a lungo termine, come effetti tossici sulla salute cumulativi, anche ai discendenti.

Qualora, inoltre, si verificasse il rischio di tossicità acuta, l’OSA deve assicurare la divulgazione delle informazioni sul richiamo degli alimenti, attraverso i mass media e sul proprio sito web aziendale e sui social network, oppure, qualora l’azienda non disponesse di tali mezzi, sul portale del Ministero della Salute.

Nel casi debba optare per una valutazione scientifica per l’accertamento del grave rischio, sarà doveroso seguire le linee guida sul documento elaborato dall’EFSA “Risk comunication Guidelines”

https://www.efsa.europa.eu/it/corporate/pub/riskcommguidelines

In tal caso l’OSA dovrà procedere al ritiro del prodotto dal mercato (eliminarlo dagli scaffali) e chiaramente al richiamo, attraverso la cartellonistica nei locali del commercializzatore, aanunci sul sito web aziendale e comunicati attraverso i mass media.

Al fine di velocizzare l’accesso alle informazioni al consumatore finale, è possibile pubblicare i richiami sul sito web del Ministero della Salute, da parte delle regioni o delle ASL. Pertanto, in tutti i casi in cui sia necessario eseguire un richiamo, l’OSA dovrà scaricare il modulo allegato 2 e trasmetterlo compilato alle ASL territorialmente competenti. Le ASL e le regioni, a loro volta, valuteranno se pubblicare direttamente l’avviso sul sito del Ministero della Salute, nella nuova sezione denominata “Nuovo Sistema Informativo Sanitario”. A questa nuova sezione hanno quindi accesso per caricare l’avviso:

Utenti registrati ed abilitati ad accedere alla sezione;

Utenti delle Aziende Sanitarie locali accreditati dai soggetti regionali.

Le ASL hanno, altresì, il compito di verificare che ciascun OSA abbia correttamente applicato la procedura di richiamo alimenti, secondo le linne guida dell’Intesa Stato-Regioni del 13 Novembre 2008, scaricabili dal seguente link:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1147_listaFile_itemName_0_file.pdf

In conclusione, le nuove procedure di richiamo dei prodotti alimentari ci sembrano abbastanza chiare ed intuibili, speriamo siano anche efficaci.

Giuliano Vasciaveo

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CORSO HACCP ROMA per pizzaioli e panettieri immigrati

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Il Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati, ha finanziato un corso per ottenere la qualifica di panettieri e pizzaioli e CORSO HACCP ROMA, riservato ai rifugiati politici e immigrati. Il corso, organizzato dall’ Istituto Aniene, ha avuto un programma didattico inerente nozioni di merceologia alimentare, sistemi di gestione della qualità, corretto utilizzo delle attrezzature, tipologie di farine. Alla conclusione del corso, i ragazzi hanno organizzato “L’ Integration Iazza Day”, presso l’ istituto Giacomo Leopardi, in cui è stato possibile degustare i prodotti realizzati dai partecipanti al corso. Al termine del corso, i discenti hanno avuto l’ opportunità di otttenere anche IL CORSO HACCP ROMA, indispensabile per lavorare nel settore alimentare. Un’ iniziativa sociale importante, che mira a favorire l’integrazione degli immigrati sempre più complessa, in un tessuto sociale altrettanto difficile, come quello del nostro paese.

http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/mondo_agricolo/2017/05/05/a-roma-il-primo-integration-pizza-day_f1314c80-a025-4529-b3fc-500b522ca238.html

Giuliano Vasciaveo

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Laboratorio di analisi alimenti e HACCP a Roma. Un servizio innovativo.

laboratorio analisi haccp roma

Laboratorio di ANALISI ALIMENTI E HACCP a Roma. Un servizio innovativo. Titolari di pizzerie, ristoranti, gelaterie, caseifici, agriturismi, pub, chioschi e altre attività in cui gli alimenti vengono somministrati, manipolati, stoccati o prodotti, possono rivolgersi al nostro Laboratorio di analisi alimenti e HACCP a Roma per effettuare i controlli e i test sugli alimenti, previsti dalla legge. Il laboratorio partner Studiolab accreditato Accredia, si trova nel territorio di Roma e vanta le competenze e le strumentazioni necessarie per analizzare superfici e alimenti di vario genere. Nello specifico, i campionamenti analitici permettono di determinare alcuni fra i principali parametri microbiologici: Carica Mesofila Totale a 30°C, Escherichia Coli Beta Glucoronidasi Positivo, Coliformi Totali a 37°C, Enterobatteri, Muffe, Lieviti, Stafilococco Coagulasi Positivo, Salmonella spp, Listeria Monocytogenes. Eseguiamo inoltre tamponi di superficie su attrezzature come affettatrici, tritacarne, piani di lavoro e taglieri.

Laboratorio di analisi alimenti e HACCP a Roma.

Il laboratorio di analisi HACCP, offre supporto puntuale e mirato per valutazioni del livello di rischio e analisi delle acque, indagini microbiologiche della qualità dell’aria in ambiente outdoor e redazione del documento di valutazione del rischio legionellosi, secondo le linee guida per la prevenzione e il controllo del pericoloso batterio Legionella Pneumophila fissate dal Ministero della Salute a maggio del 2015. In più, per chi possiede attrezzature refrigeranti, è disponibile il servizio di taratura per mezzo di termometri primari presso il centro di taratura Accredia Lat. Da notare come le indagini vengano svolte in qualunque ambiente di lavoro, incluse scuole, mense, uffici pubblici e privati, aziende ospedaliere e così via. Chiama senza impegno il Numero Verde Gratuito 800 910683 per avere maggiori informazioni.

La consulenza Studiolab in ambito di igiene degli alimenti

Accanto ai servizi erogati dal nostro laboratorio di analisi HACCP, Studiolab propone consulenze personalizzate per quanto riguarda verifiche annuali della corretta applicazione del sistema HACCP, campionamenti analitici su matrici alimentari, elaborazione e redazione di piani di autocontrollo alimentare con relativi diagrammi di flusso, analisi dei rischi, sistema di rintracciabilità ai sensi dei REG.CE 852/2004 853/2004 178/2002. Il nostro staff fornisce l’assistenza necessaria anche sotto il profilo della redazione di procedure operative standard SOP e SSOP, apertura nuova attività, compilazione SCIA sanitaria, relazioni tecniche del ciclo produttivo aziendale, verifica dei requisiti igienico-strutturali, confronto idoneità requisiti presso SIAN di competenza e molto altro ancora. Affidati a veri professionisti!

 

Invia senza impegno la tua richiesta
e scopri come possiamo aiutarti.

 

 

MANUALE HACCP, LE DOMANDE DEI NOSTRI CLIENTI

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MANUALE HACCP, LE DOMANDE DEI NOSTRI CLIENTI

Manuale haccp, le domande dei nostri clienti

cos’è il piano di autocontrollo alimentare?

se vuoi avere maggiori informazioni, consulta il menù manaule haccp, di questo sito web. Se non sei soddisfatto delle informazioni ricevute, chiama un nostro tecnico specializzato al Numero Verde Gratuito 800910683.

è possibile ottenere un manuale  haccp gratis?

Una parola molto ricercata su Google! mettiamo tantissima passione nel nostro lavoro, ma nonostante ciò non possiamo regalarvi nulla! possiamo però, offrirvi un servizio professionale ad un costo ragionevole. Contatta il Numero Verde 800 910 683 e richiedi un preventivo senza impegno, per redigere un manuale autocontrollo haccp.

esempio di manuale haccp

Hai bisogno di un esempio di un manuale haccp? Il nostro consiglio è quello di non scaricare i manuali da internet, ma di affidarti ad un consulente per la sua redazione. Il manuale haccp è un documento fondamentale di ogni azienda alimentare e deve essere studiato sulla effettivà realtà della stessa. Se il manuale viene redatto erroneamente, si rischia una sanzione da 1.000 a 6.000 Euro, come prescritto dal D.Lgs 193/2007 all’ articolo 4.

fac-simile piano autocontrollo haccp

come ti abbiamo raccomandato prima, non scaricare manuali prestampati da Internet, potresti esporti a salatissime sanzioni pecuniarie!

manuale haccp pdf

Se vuoi sapere com’è strutturato un manuale haccp, consulta il menù del nostro sito web, alla voce manuale haccp.

modelli schede haccp da compilare

il piano di autocontrollo alimentare, è corredato da alcuni allegati che hano lo scopo di dimostrare l’effettivo monitoraggio dei CCP (sai cosa sono e a cosa servono? se la tua risposta è no consulta il menù MANUALE HACCP di questo sito web). La mancata compilazione di tali allegati, espone il titolare dell’azienda a salatissime sanzioni pecuniare dai 1.000 ai 6.000 Euro, come disposto dal Decreto Legislativo 193/2007 all’ articolo 4. Manuale haccp, le domande dei nostri clienti.

manuale haccp semplice

Il nostro obiettivo è quello di mettere in regola le imprese, rispettando le vigenti normative in materia di sicurezza alimentare. Siamo convinti che ciò sia possibile senza “turbare” la giornata lavorativa degli OSA. Per questo motivo proponiamo un approccio molto semplificato, ma non per questo superficiale, a partire dai nostri manuali haccp. Una buona procedura operativa standard, non è detto che debba essere per forza comprensibilie da pochi, tutt’altro, deve essere alla portata di tutti. La nostra sfida è quindi semplificare il sistema haccp rispettandolo in pieno.

esempio piano autocontrollo haccp negozio alimentare

sei titolare di un’impresa alimentare? redigi al più presto il piano di autocontrollo alimentare (chiamato manuale haccp, piano haccp ecc…), entro 30 giorni dall’ apertura dell’attività. Ti servirà per rendere più sicuri gli alimenti che vendi o somministri.

Manuale haccp, le domande dei nostri clienti, spero sia stato utile per tutti i lettori. La mia opinione è che purtroppo, il sistema haccp viene “distorto” dalla consulenza poco chiara e per nulla snella di molti consulenti poco dediti alla loro professione. Ritengo, invece, che si possa essere in regola senza avere incubi notturni su schede da compilare in maniera complicatissima.

 

Giuliano Vasciaveo

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Quesiti attestato haccp

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quesiti attestato haccp

QUESITI ATTESTATO HACCP

In questo articolo, pubblichiamo in maniera chiara e semplice, tutti i quesiti inerenti il conseguimento e la durata dell’attestato haccp.

Scadenza attestato haccp

La Delibera n. 825 del 2009 della Regione Lazio, non indica una scedenza dell’attestato in termini temporali, ma piuttosto di condizioni quali:

Modifica del ciclo produttivo aziendale,

Significativi aggiornamenti della legislazione alimentare.

Ne consegue che l’attestato haccp “scade” nel momento in cui è necessario aggiornare il proprio percorso formativo, quindi quando sussite una delle due condizioni sopra menzionate. Tuttavia, si raccomanda di eseguire un aggiornamento con frequenza almeno biennale.

Rinnovo attestato haccp

E’ necessario rinnovare l’attestato haccp, nei casi sopra menzionati.

E? valido il rinnovo dell’attestao haccp online?

Studiolab, offre una piattaforma chiara ed intuitiva, dove poter seguire un videocorso per ottenere l’attestato haccp. L’attestato è a norma di legge, poichè è erogato in accreditamento all’ Organismo Paritetico ed ente certificatore Enbiform. http://www.enbiform.it/

Come rinnovare l’attestato haccp scaduto

E’ possibile rinnovare il proprio attestato haccp, richiedendo l’ erogazione di un corso di formazione nella sezione contatti>richiedo corso haccp del nostro sito web www.studiolabconsulenze.it. Per maggiori informazoni è possibile contattare il Servizio di Consulenza alle Imprese al Numero Verde Gratuito 800 910 683.

ALTRI QUESITI ATTESTATO HACCP

Come ottenere l’attestato haccp

Se invece avete bisogno di ottenere per la prima volta un attestato haccp, dovrete sostenere un corso formativo anche in modalita online, della durata minima di ore 6, come previsto dalla Delibera della Regione Lazio n. 825 del 2009. Le modalità per richiederlo, sono le stesse descritte sopra.

Validità attestato haccp Regione Lazio

Poichè la legislazione che regolamenta la formazione degli alimentaristi è regionale, ogni attestato haccp è valido nella regione in cui viene conseguito. Pertanto se un addetto segue un corso nella regione lazio, il docente seguirà i programmi formativi e la durata della propria regione.

Quanto costa l’attestato haccp?

Studiolab propone corsi formativi per ottenere l’attestato haccp ad un costo di € 30,00.

Si può ottenere un attestato haccp gratis?

l’haccp è il nostro lavoro, vivamo di questo! per quanta passione possiamo metterci, non possiamo regalarvi il nostro tempo, ma possiamo offrirvelo ad un costo ragionevole!

Attestato haccp Roma

Se sei residente a Roma e vuoi lavorare nel settore delle imprese alimentari (ristoranti, bar, mense, pasticcerie), dovrai seguire un percorso formativo secondo le disposizioni della Delibera 825 del 2009. Chiama il Numero Verde 800910683, un nostro operatore chiarirà ogni tuo dubbio.

 

Giuliano Vasciaveo

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HACCP UN SISTEMA CHE NON VIENE COMPRESO

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Haccp un sistema che non viene compreso e molte volte applicato erroneamente dai titolari di imprese alimentari. L’autocontrollo alimentare, applicato attraverso il sistema haccp, ha lo scopo di rendere sicuri i prodotti alimentari che vengono venduti o somministrati dall’OSA. Questa semplice e chiara affermazione è purtroppo poco scontata. Dopo quattordici anni di intensa carriera di consulente d’igiene alimentare, mi trovo continuamente a scontrarmi con la diffidenza ed ostracismo di titolari di imprese alimentari, che non credono nel sistema haccp o non ne percepiscono la vera utilità. All’inizio della mia carriera, pensavo che questa diffidenza o svgliatezza degli OSA, fosse da attribuire ad una mia scarsa capacità di approcciarmi alla clientela, oppure al fatto che veramente il sistema haccp, non fosse adattabile a tutte le tipologie di impresa alimentare. Per mia fortuna, in entrambi i casi, mi sbagliavo. Il sistema haccp ha una grandissima importanza a livello di sanità pubblica. Questo concetto deve essere trasmesso all’OSA proprio da chi, come me, in qualità di consulente d’igiene alimentare, entra a far parte dell’anello della catena di tutto il controllo della filiera. La diffidenza degli OSA, comunque, non è da attribuire tutta alla loro “cattiva” fede, ma bensì, in una buona fetta dei casi da me conosciuti, a chi ha operato con troppa leggerezza nei loro confronti.

Mi riferisco a tutti quei “colleghi” che fanno di questa professione una mera esecuzione meccanica di strisciare su una superficie, un dispositivo per campionamenti analitici, consegnano un rapporto di prova e riscuotendo poi una determinata somma di denaro. In questo modo gli OSA, non potranno mai avere la percezione di cosa sia, ad esempio, un habitat in cui può proliferare una Salmonella, una Listeria, ecc in altre parole, se non siamo noi consulenti i primi a fare una panoramica su ciò che c’è dietro il mondo della sicurezza alimentare, non possiamo lamentarci se poi i nostri clienti non apprezzano il nostro lavoro e in primis l’utilità del sistema haccp.

La strategia del sistema sanzionatorio sanzioni asl haccp

Molte volte haccp un sistema che non viene compreso fino a quando l’OSA non si imbatte nelle sanzioni pecuniarie per inadempienze al sistema haccp. Magicamente il consulente diventa l’angelo o il diavolo della situazione. Il diavolo se l’OSA ritiene e si rende conto di essere stato sanzionato per una manzancza del consulente, l’angelo se quest’utlimo ha solo il compito di cercare di riparare ad essa. In tutti quei clienti che inizialmente sono restii a seguire le mie indicazioni, adotto un sistema che fa leva sul “dolore” degli OSA, il loro portafogli. Sì, perchè un metodo per “aprire” le orecchie dei titolari, è spiegare loro a cosa potrebbero imbattersi se non seguono le preziosissime indicazioni del loro consulente: salatissime sanzioni pecuniarie, che molto spesso vanno dai mille ai seimila euro. Il Decreto Legislativo 193/2007 non lascia interpetazioni: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/07193dl.htm

L’omessa predisposizione di procedure di autocontrollo alimentare basate sul sistema haccp, espone l’OSA ad un rischio di incorrere in una sanzione pecuniaria da mille a seimila euro, senza lacun termine di prescrizione !

In altre parole, se in caso di controllo ufficiale da parte del SIAN servizio igiene alimenti e nutrizione, Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione, ecc…, l’azienda non è in possesso del piano di autocontrollo alimentare, attestati haccp, verifiche analitiche, sarà applicata direttamente la sanzione pecuniria.

Un sistema adatto a tutte le aziende

Il sistema haccp si adatta a tutte le tipologie di impresa alimentare. E’ un sistema versatile e, non ci crderete, semplice. Applicarlo correttamente, non vuole dire compilare il modulo delle temperature apponendo una crocetta ma poi scongelare a temperatura ambiente un arrosto precotto o non apporre la data di congelamento (ove autorizzato), sulla confezione dell’ alimento. Applicare correttamente il sistema vuol dire innanzitutto utilizzare il buonsenso e pensare che l’alimento che stiamo preparando, sarà ingerito da una persona, magari una donna in stato di gravidanza. Le procedure operative standard, hanno lo scopo di standardizzare il lavoro degli OSA e del suo staff, rendendolo sicuro e riducendo il rischio di contaminazione dei cibi durante le fasi lavorative. Haccp un sistema che non viene compreso perchè è spiegato male.

L’attestato haccp, un corso di formazione fantasma

Il dipendente senza haccp, oltre a mettere a rischio il titolare di incorrere in sanzioni pecuniarie, espone i clienti  al rischio di intossicazioni, tossinfezioni, ecc… perchè? vi fidereste a fare un viaggio in auto con un guidatore senza patente che non ha la minima idea di come si guidi un’auto e di cosa sia un semaforo o uno stop? bè credo proprio di no…pertanto, chi non segue un corso per ottenere l’attestato haccp, non conosce minimamente i rischi connessi alla manipolazione degli alimenti, con il rischio di provocare gravi incidenti… alla salute pubblica.

Conclusioni haccp un sistema che non viene compreso

per concludere, il sistema haccp necessita di un attore fondamentale per essere compreso: un consulente che abbia a cuore l’OSA che sta seguendo. Sì, perchè il più grande regalo che possiamo fare agli OSA è quello di far capire loro che applicare correttamente il sistema haccp è un modo per valorizzare la propria azienda. I vostri clienti lo apprezzeranno e vi ringrazieranno perchè in buona salute i suoi clienti. Per quanto riguarda gli attestati di formazione haccp, esponeteli, farete bella figura!

Giuliano Vasciaveo

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Consumo sul posto nelle attività senza somministrazione

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è possibile effettuare il consumo sul posto nelle attività senza somministrazione?

In riferimento alla nota n. 2923.11 del 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico, si fa finalmente chiarezza su questa controversa questione, ovvero la possibilità o meno di far consumare sul posto, gli alimenti prodotti da pizzerie al taglio, laboratori di gastronomia fredda, panifici, ecc… che effettuino anche attività di vicinato. Per attivitià di vicinato s’ intende la rivendita di prodotti alimentari di produzione esterna, preconfezionati od imbottigliati in un momento precedenta alla vendita al dettaglio. Nelle suddette tipolgie di attività, è ammessa la sola somministrazione non assistita, ovvero in modalità self service, esclusivamente con stoviglie e posate a perdere. Una condizione necessaria affinchè ciò possa avvenire è il fatto che le sedute e i piani d’appoggio non siano abbinabli tra loro. A rafforzare questa disposizione, incorre anche l’ art. 3 comma 1, lettera f -bis, secondo cui, negli esercizi di vicinato, non può essere vietato il consumo sul posto di prodotti alimentari, purchè si rispettino i princìpi sopra menzionati, escludendo quindi, il servizio assisitito di somministrazione. L’ articolo 4 comma 2 -bis, estende la possibilità di consumo sul posto, anche ai panifici, con il rispetto dei medesimi requisiti. Infine, grazie al comma 8-bis dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,  anche per gli avventori degli imprenditori agricoli, è consentito effettuare il servizio di somministrazione non assisita alle condizioni già espresse sopra.

Consumo sul posto nelle attività senza somministrazione, concetto che in realtà non è del tutto nuovo

Già nel 1991 con la legge n.287 del 25 Agosto, il consumo sul posto per gli esercizi di vicinato, era stato già espressamente regolamentato, distinguendolo nettamente da quello degli esercizi di somministrazione. Il legislatore si espresse chiaramente anche in merito all’ utilizzo di macchinari per le bevande alla spina e macchine industriali per il  caffè di norma utilizzate nei ristoranti, vietandone categoricamente l’ uso.
Altre operazioni del tutto escluse sono la preparazione, trasformazione, cottura e manipolazione degli alimenti destinati al consumo sul posto, autorizzandone il solo riscaldamento e porzionamento.

Cerchiamo di essere chiari

Secondo le disposizioni di cui sopra, la non abbinabilità delle sedute e dei piani di appoggio, non deve essere intesa in senso dell’ambito spaziale del locale, ovvero non distatanti gli uni dagli altri, ma nel senso che normalmente non devono essere fruibili congiuntamente. In altre parole i piani di appoggio dovrebebro avere un’altezza tale da risultare scomodissimi per gli avventori, i quali a questo punto si troveranno a consumare il pasto seduti o in piedi.

Anche l’utilizzo di posate monouso è in realta da interpretare come la possibilità di utilizzare posate anche in acciaio, purchè queste siano utilizzate in maniera autonoma dagli avventori. Il prìncipio è sempre quello della somministrazione non assistita, che in questo caso non consente di apprecchiare le tavole degli avventori, ma solo il loro utilizzo autonomo e diretto.

 

Non penalizzare le attività di ristorazione

Il messaggio del legislatore è quello di non “penalizzare” chi, dopo alterne e lunghe vicende, effettua esercizio di somministrazione, in favore di chi furbamente offre posti a sedere con una semplice somunicazione telematica al SUAP.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/impresa/consumatori/372321commdettagliosedefissa.pdf

Giuliano Vasciaveo

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ETICHETTATURA E CLAIMS SALUTISTICI E NUTRIZIONALI

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le diciture sulle proprietà salutistiche e nutrizionale degli alimenti

Cos’è l’ etichettatura e claims salutistici e nutrizionali? Avete mai sentito parlare della parola claim? è un sostantivo inglese che significa appello o slogan ed è stato introdotto nel nostro vocabolario italiano grazie al suo impiego nel settore del marketing. Il claims salutistico e nutrizionale, che figura nell’ etichetta di un alimento, è la promessa che fa l’azienda produttrice al consumatore, attraverso il prodotto che viene pubblicizzato. E’ il testo di forza di una pubblicità, come ad esempio: dentrificio per denti più bianchi, formaggio senza grassi, ecc..

l’ etichettatura e claims salutistici e nutrizionali è però subordinato al rispetto di precise normative, in particolar modo se si contestualizzano nel settore alimentare e medico. La tematica dei claims è stata affrontata in primis dalla Unione Europea dietro la scrupolosa consulenza dell’ EFSA, con i regolamenti 1924/2006, il Reg.UE 432/2012, il REg.UE 353/2008, modificato dal “recente” Reg.UE 1169/2011. A livello nazionale, il nostro bel paese ha cercato di recepire i suddetti regolamenti , emanando i D.Lgs 109/1992, (Articolo 2 abrogato!) 206/2005 e 145/2007.
Secondo il Reg.UE 1924/2006, un claim nutrizionale deve evere allmeno queste caratteristiche:
1. Veritiero e basato su dati scientifici,
2. Non attribuisce all’alimento proprietà che prevengono, curano e/o guariscono malattie.
Citando l’ Articolo 3 del Reg UE 1924/2006, l’impiego dei claims non può indurre in errore il consumatore riguardo la natura di un prodotti, essere fuorviante (…..)

Il Regolamento 432/2012, ci viene in aiuto per quanto riguarda la compilazione di un elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari.

E’ costituito principalmente da un allegato in cui si determina la propietà salutistica che può essere menzionata per ogni singolo componente di un alimento, nonché le condizioni d’uso di tale indicazione, ad esempio:

Vitamina D
La vitamina D contribuisce al mantenimento della normale funzione muscolare
Questa indicazione deve essere utlizzata solo per un alimento che è almeno una fonte di vitamina D

(…)

Il recenre Reg.UE 1169/2011

Veniamo ora al “recente” Reg.UE 1169/2011, il quale è stato concepito per tutelare il consumatore durante le fasi di acquisto di un prodotto alimentare, concetto espresso in maniera chiara ed univoca nell’ Articolo 7 nelle pratiche leali d’ informazione, le quali non devono indurre in errore il consumatore (…….)

Nel regolamento, appare finalmente un concetto del tutto innovativo, ovvero l’ Unione Europea, responsabilizza l’ OSA sulla conformità dell’ etichettatura dei prodotti alimentare che commercializza, nell’ Articolo 8, in cui il regolamento, considera come professionista di settore ed in quanto tale non può non essere al corrente delle vigenti normative in materia di etichettatura dei prodotti alimentari (…).

Venendo, infine alla normativa nazionale, il nostro D.Lgs 109/1992, vede abrogato interamente l’ Articolo 2, in virtù dell’ entrata in vigore dell’ Articolo 7 del Reg.UE 1169/2011. Per ciò che riguarda le sanzioni per le violazioni di cui sopra,  il Governo ha finalmente approvato il Decreto Legislativo 7 febbraio 2017, n. 27, in vigore dal 1° Aprile 2017. Il decreto riguarda le violazioni delle disposizioni del Regolamento CE 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Ancora una volta lo scopo del legislatore sarà quello di tutelare la salute pubblica e la buona fede dei consumatori. Se volete sapere come realizzare correttamente un’ etichetta di un prodotti alimentare, contattate il team di Studiolab. Etichettatura e claims salutistici e nutrizionali

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?lingua=italiano&area=nutrizione&menu=etichettatura

https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/160118

Giuliano Vasciaveo

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I QUESITI SUL CORSO HACCP

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I quesiti sul corso haccp

1. Cos’è il corso haccp?

I quesiti sul corso haccp

E’ un’abilitazione che devono conseguire, tutte quelle persone che vogliono lavorare nel settore alimentare, in qualsiasi fase della filiera: produzione, trasformazione, distribuzione, vendita, somministrazione. Tale attestato, sostituisce il libretto di idoneità sanitaria, che è stato sospeso nel 2006 con la Delibera della Regione Lazio 230/2006

2. Il corso haccp si può conseguire con la regione lazio?

La regione lazio non eroga corsi di formazione haccp, poichè la sua operatività in merito, è stata soppressa nel 2006 con la precedentemente menzionata Delibera n. 230.

3. Il corso haccp si può conseguire con l’asl?

Le autorità sanitarie locali, non erogano corsi di formazione haccp, poichè la loro competenza in merito, è stata soppressa nel 2006 con la precedentemente menzionata Delibera n. 230.

4. Quali sono i corsi haccp roma riconosciuti?

Poichè i corsi haccp nella regione lazio non sono soggetti ad una validazione preventiva, non esiste una distinzione tra attestati emessi riconosciuti e non.

5. Chi deve ottenere l’attestato haccp?

Tutti quegli addetti di una impresa alimentare che, direttamente o indirettamente, possono entrare in contatto con sostanze alimentari, quindi operatori di: ristoranti, bar, mense, pasticcerie, pescherie, rivendita di ortofrutta, gelaterie, negozi che vendono alimenti preconfezionati, (capusle caffè, bakery ecc…), panifici, pastifici, caseifici, macellerie, agriturismi, catering, mense, ecc…

6. Se faccio il cameriere devo avere l’attestato haccp?

Sì, anche chi è addetto al servizio ai tavoli, quindi chi fa il cameriere, deve ottenere l’attestato haccp, attraverso la frequentazione di un corso di minimo 6 ore ed il superamento di un test finale di verifica.

I quesiti sul corso haccp

7. I corsi haccp a roma online, sono ritenuti validi?

Si, con una sentenza del TAR, la Regione Lazio ha finalmente riconosciuto la validità dei CORSI HACCP ONLINE. Studiolab offre la possibilità di seguire il corso comodamente da casa, grazie alla piattaforma e-learning dell’organismo paritetico ed ente certificatore Enbiform. Se l’attestato viene smarrito, attraverso il suo codice identificativo, il discente ha la possibilità di poterlo ristampare senza nessun costo aggiuntivo.

8. Che costo ha il corso haccp a roma?

Studiolab offre la possibilità di ottenere l’attestato haccp al vantaggioso costo di € 30,00 iva inclusa. I corsi vengono eseguiti direttamente presso le aziende oppure comodamente da casa in modalità online, gestendo in piena autonomia le ore di corso da frequentare. Il costo sarà addebbitato solo al termine del corso.

9.Quanto dura l’attestato haccp?

La Delibera 825/2009 della Regione Lazio, http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=9207 , indica che il persorso formativo di ogni operatore, non deve essere un fatto puramente episodico, ma bensì deve tener conto dei continui aggiornamenti normativi e degli eventuali mutamenti dei processi produttivi aziendali. Ne consegue che l’attestato haccp, deve essere aggiornato qualora l’operatore operi in una impresa alimentare differente da quella in cui ha ottenuto il primo attestato e qualora le normative in ambito di sicurezza alimentare subiscano aggiornamenti significativi. Studiolab consiglia comunque aggiornamenti con frequenza almeno biennale.

10. Chi deve pagare l’attestato haccp? il dipendente o il titolare?

La normativa ci indica solamente che la formazione del personale alimentarista è un obbligo a carico del titolare dell’ impresa alimentare posta sotto il suo controllo, ma non dà indicazioni dettagliate in merito a chi debba sostenere gli oneri economici.

11. Scadenza attestato haccp, aggiornamento haccp regione lazio,

Vedere al punto 9.

 

12. Rinnovo attestato haccp Lazio

Con Studiolab, è possibile rinnovare l’attestato haccp in modalità online o residenziale.

13. Aggiornamento haccp ogni quanti anni

Consultare la sezione n. 9

14. Normativa e validità specifica nella regione Lazio dell’attestato haccp

consultare la Delibera 825 del 2009 scaricabile al link della risposta alla domanda 9.

 

Vedi quesiti:

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Giuliano Vasciaveo

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IL MANUALE HACCP

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Cos’è e cosa deve contenere il manuale haccp

IL MANUALE HACCP o piano di autocontrollo alimentare, è un adempimento obbligatorio per tutte le imprese alimentari che manipolano o non manipolano alimenti come ristoranti, pasticcerie, pescherie, frutterie. E’ una sorta di libretto di circolazione ed è necessario che rispecchi il più possibile l’effettiva realtà aziendale. Esso si divide in:

Una parte descrittiva dell’azienda con i dati amministrativi,

Una parte descrittiva dei locali e delle attrezzature,

Le materie prime utilizzate nel ciclo produttivo aziendale,

I prodotti finiti somministrati o venduti,

I diagrammi di flusso aziendali,

GMP – Good Manufacturing Practice – Buone pratiche di Lavorazione

Processi e procedure da seguire per prevenire la contaminazione fisica, chimica o microbiologica. Tra le corrette prassi possiamo annoverare:

Personale: compiti, formazione, istruzioni operative,

Stabilimento: ubicazione, materiali di costruzione,  illuminazione ed aerazione, manutenzione,

Attrezzature: design, manutenzione, calibrazione,

Servizi: servizi igienici, gestione dei rifiuti, vapori, refrigerazione,

Materie prime,

Tracciabilità,

GHP – Good Hygiene Practice – Buone Pratiche Igieniche

operazioni effettuate al fine di permettere che la lavorazione ed il deposito di alimenti vengano effettuati in un ambiente pulito. Tali operazioni definiscono:

Pulizia dello stabilimento e delle attrezzature,

Salute e igiene del personale,

Condizioni di pulizia delle materie prime,

SOP – Standard Operating Procedure – Procedure Operative Standard

Procedure Operative Standard –  termine generico, che indica corrette procedure di sanificazione, adattabili a qualsiasi tipologia di attività:

Disinfestazione e derattizzazione

Controllo potabilità delle acque

Referenziamento del fornitore

Formazione del personale

Controllo preoperativo

Ritiro dal mercato delle merci non idonee

Manutenzione stabilimento ed impianti

Smaltimento rifiuti

Igiene ed abbigliamento del personale

SSOP  – Sanitation Standard Operating Procedures – Procedure Standard di Sanificazione

Procedure scritte per dimostrare che l’impresa alimentare rispetti quotidianamente i requisiti di base relativamente alla sanificazione. Oltre a questo troviamo:

La gestione degli infestanti (pest control),

Un piano di campionamento adeguato all’azienda, con riferimenti ai limiti microbiologici in vigore, ai sensi del Reg.CE 2073/2005 e s.m.i.,

Una adeguata tenuta delle registrazioni per dimostrare l’effettivo monitoraggio dei CCP.

Studiolab , offre assistenza continua per la redazione del manuale haccp. Hai bisogno del manuale haccp semplice ed economico? Contattaci !

Angela Romani

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HACCP PROFESSIONALE AL GIUSTO PREZZO A ROMA

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consulenza haccp professionale roma

In diversi anni di onorata carriera, la domanda che più frequentemente mi viene posta è la seguente: mi può fare uno sconto? da parte mia, c’è sempre stata poca resistenza in merito, o meglio, ho sempre cercato di capire se veramente ero di fronte ad un cliente che avesse bisogno veramente di risparmire denaro per necessità. A parte ciò, una domanda ce la siamo posta anche noi: è possibile fare consulenza haccp professionale al giusto prezzo a Roma? Questa è diventata la nostra sfida. Lo staff di Studiolab, ma me stesso in primis, crediamo che sia possibile offrire un servizio di altissimo livello a dei prezzi ragionevoli. Sì, perchè credo che sia doveroso non “strapazzare” troppo i clienti o potenziali tali, con cifre astronomiche. Del resto, per essere veramente competitivi, bisogna offrire qualcosa in più. Quel qualcosa in pù secondo me è fare consulenza haccp professionale al giusto prezzo a Roma e nel centro Italia.

La formazione del personale alimentarista in ambito igienico-sanitario

Affrontiamo una questione molto seria che, amio avviso, non può essere ridotta ad un mero adempimento burocratico che si traduce nel corrispondere una somma di denaro in cambio di un fantomatico attestato.  Conoscere i rischi connessi la manipolazione degli alimenti, a partire da quali microrganismi si possono sviluppare in determinati habitat alimentari, è un requisito fondametale di ogni impresa alimentare.

E’ necessario, pertanto, che gli operatori del settore alimentare, si affdino ad un “addetto ai lavori” che abbia la coscienza di far intraprendere un percorso formativo “dignitoso” ai propri discenti, che si concluda con un idoneo test valutativo del grado di apprendimento delle materie trattate.

La responsabilità dell’ osa di assicurare una idonea formazione al personale è concetto molto radicato nella regolamentazione comunitaria che “nasce”con il Reg.CE 178/2002 «operatore del settore alimentare», ovvero la persona fisica o giuridica responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della legislazione alimentare nell’impresa alimentareda lui controllata.

Tale concetto viene poi reintrodotto e rafforzato dal Reg. CE 852/2004 al CAPITOLO XII –Formazione in cui appare evidente che la responsabilità della formazione degli addetti, è rimessa completamente all’ OSA (…)

Nella Regione Lazio è in vigore la Delibera 825 del 2009, che stabilisce i soggetti abilitati a eseguire la formazione del personale alimentarista, i contenuti dei progetti formativi e le rispettive ore di formazione. In conclusione, Studiolab crede fermamente che non eseguire la formazione HACCP, esponga il personale alimentarista ed i consumatori a dei rischi altissimi. Ciò vanifica tutto il costante lavoro eseguto dagli attori del meccanismo della sicurezza alimentare. Cerchi haccp professionale al giusto prezzo a roma ? Contattaci !

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1225&area=sicurezzaAlimentare&menu=igiene

Giuliano Vasciaveo

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Sicurezza sul lavoro per bed and breakfast ed affittacamere

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I bed and breakfast e gli affittacamere, sono strutture extra alberghiere, che differiscono dai più comuni hotel, per il numero massimo di stanze e la tipologia di alimenti che possono essere somministrati. Queste tipologie di attività, sottraggono molta clientela al classico albergo, poiché offrono tariffe molto vantaggiose non sempre a scapito del confort e della accuratezza dell’ambiente in cui si è ospitati. Il quesito che più frequentemente ci viene posto, riguarda la delicata questione della gestione della sicurezza alimentare e la sicurezza sul lavoro: I bed and breakfast e gli affittacamere, si devono attenere alle normative europee che regolamentano gli adempimenti in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro? in merito a questo quesito, ci viene in soccorso il Regolamento Regionale n. 8 del 7 agosto 2015, http://www.regione.lazio.it/binary/rl_turismo/tbl_evidenza/TUR_RR_08_07_08_2015.pdf  il quale fa innanzitutto chiarezza distinguendo tutte le varie tipologie di strutture extralberghiere dal punto di vista fiscale, urbanistico, strutturale e igienico-sanitario. Il regolamento dà anche preziose indicazioni, su come gestirle al meglio. Tutte queste tipologie di strutture hanno a che fare con la manipolazione e la somministrazione di cibo, nel momento in cui si serve la colazione alla propria clientela. E’ necessario, pertanto, che anche le strutture come bed and breakfast, affittacamere professionali e non, applichino l’autocontrollo alimentare attraverso il sistema h.a.c.c.p.  adeguandosi così al Reg.CE 852/2004 e a tutte quelle normative in materia di sicurezza alimentare. Redigere quindi il piano di autocontrollo alimentare e lecampionature analitiche.  E’ chiaro che gli operatori del settore alimentare e il personale alimentarista di queste strutture, debbano anche seguire un percorso formativo ai sensi della Delibera della Regione Lazio 825/2009, ovvero il cosidetto corso h.a.c.c.p. sostitutivo del libretto di idoneità sanitaria. Per quanto riguarda invece il tema della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, tali strutture poiché inferiori ai 25 posti letto, dovranno attenersi al titolo III° del D.M. 10/3/98 e s.m.i.:

Documento di valutazione dei rischi,

Nomina RSPP,

Nomina e formazione addetti antincendio e primo soccorso,

Formazione generale + specifica per tutti i lavoratori,

Elezione e formazione RLS,

Posizionamento cartellonistica di sicurezza,

Installazione di estintori portatili ogni 200 mq di superficie utile.

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