CONTROLLI HACCP ROMA CAMPO DE’ FIORI

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CONTROLLI HACCP ROMA CAMPO DE' FIORI

Controlli haccp Roma Campo De’ Fiori. Diverse le violazioni riscontrate in seguito a un’ondata di controlli da parte dei Carabinieri del nucleo nas e Ispettorato del Lavoro. Tra le più rilevanti, quella di un ristoratore che metteva a disposizione della clientela olio di semi, spacciandolo per extravergine di oliva, grazie a una pigmentazione ottenuta dalla clorofilla.

Diverse le attività sottoposte a rigidi controlli tra Rione Monti e Campo De’ Fiori, riguardanti la corretta applicazione delle norme igienico-sanitarie, (diverse la attività sanzionate ai sensi del D. Lgs 193/2007, per mancata applicazione del sistema haccp), e gli aspetti legati al diritto dei lavoratori. Diverse le attività sanzionate per il mancato rispetto dei limiti di occupazione di suolo pubblico.

L’esito dei Controlli haccp Roma Campo De’ Fiori è stato il seguente:

Sequestrati 170 litri di falso olio extravergine d’oliva, il titolare, un uomo romeno di 48 anni, è stato denunciato dalle autorità e costretto a pagare una sanzione amministrativa di € 4.000,00;

Erogate sanzioni pecuniarie a 4 esercizi commerciali; una per mancata applicazione delle norme haccp multata per € 2.000,00, una per presenza di lavoratori in nero per un numero complessivo superiore del 20% rispetto ai lavoratori totali € 4.000,00, una per mancato permesso di occupazione di suolo pubblico € 3.169,00, l’ultima di proprietà di un cittadino del Bangladesh, poichè non esponeva l’etichettatura dei prodotti alimentari in lingua italiana, € 3.000,00.

Infine, nel Rione Monti, un commerciante del Bangladesh è stato multato poichè non esponeva il cartello relativo al divieto di vendita di bevande alcoliche in orari notturni, come disposto dall’amministrazione capitolina, consultabile in basso:

https://www.comune.roma.it/resources/cms/documents/ordinanza_antialcol_luglio_2017_def.pdf

Il periodo estivo, particolarmente rischioso per la corretta conservazione dei cibi, a causa delle elevate temperature, si conferma uno dei periodi dell’anno più denso di controlli in ambito igienico – sanitario. La salute pubblica ringrazia gli organi controllo per il loro efficace intervento.

Giuliano Vasciaveo

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I QUESITI SUL CORSO HACCP

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I quesiti sul corso haccp

I QUESITI SUL CORSO HACCP 2018

1. Cos’è il corso haccp?

 E’ un’abilitazione che devono conseguire, tutte quelle persone che vogliono lavorare nel settore alimentare, in qualsiasi fase della filiera: produzione, trasformazione, distribuzione, vendita, somministrazione.Tale attestato, sostituisce il libretto di idoneità sanitaria, che è stato sospeso nel 2006 con la Delibera della Regione Lazio 230/2006.

2. Che costo ha il corso haccp a roma?

CORSO HACCP ROMA IN PROMOZIONE PER IL 2018. Studiolab offre la possibilità di ottenere l’attestato haccp al vantaggioso costo di € 24,00 iva compresa.

I nostri attestati abilitano a lavorare in tutte le aziende alimentari: mense, ristoranti, catering, supermercati, etc… grazie al conseguimento della qualifica specifica di addetto che manipola alimenti. Inoltre, in caso di smarrimento del certificato haccp, è possibile richiedere un duplicato senza costi aggiuntivi. I corsi posso essere seguiti comodamente da casa in modalità online, gestendo in piena autonomia le ore di corso da frequentare.

Puoi seguire il corso anche dal tuo smartphone e tablet.

 

Clicca sul pulsante e richiedi subito il corso haccp compilando il form con tuoi dati.

pagherai solamente al termine del corso

CORSI SVOLTI IN ACCREDITAMENTO CON L’ENTE NAZIONALE BILATERALE E ORGANISMO PARITETICO ENBIFORM

3. I corsi haccp a roma online, sono ritenuti validi?

Si, con una sentenza del TAR, la Regione Lazio ha finalmente riconosciuto la validità dei CORSI HACCP ONLINE. Studiolab emette attestati accreditati con l’Organismo paritetico ed Ente Bilaterale Nazionale Enbiform, riconosciuto non solo dalla Regione Lazio, ma a livello nazionale.

4. Il corso haccp si può conseguire con la regione lazio?

La regione lazio non eroga corsi di formazione haccp, poichè la sua operatività in merito, è stata soppressa nel 2006 con la precedentemente menzionata Delibera n. 230.

 

5. Il corso haccp si può conseguire con l’asl?

Le autorità sanitarie locali, non erogano corsi di formazione haccp, poichè la loro competenza in merito, è stata soppressa nel 2006 con la precedentemente menzionata Delibera n. 230.

6. Quali sono i corsi haccp roma riconosciuti?

Poichè i corsi haccp nella regione lazio non sono soggetti ad una validazione preventiva, non esiste una distinzione tra attestati emessi riconosciuti e non.

 

7. Chi deve ottenere l’attestato haccp?

Tutti quegli addetti di una impresa alimentare che, direttamente o indirettamente, possono entrare in contatto con sostanze alimentari, quindi operatori di: ristoranti, bar, mense, pasticcerie, pescherie, rivendita di ortofrutta, gelaterie, negozi che vendono alimenti preconfezionati, (capusle caffè, bakery ecc…), panifici, pastifici, caseifici, macellerie, agriturismi, catering, mense, ecc…

8. Se faccio il cameriere devo avere l’attestato haccp?

Sì, anche chi è addetto al servizio ai tavoli, quindi chi fa il cameriere, deve ottenere l’attestato haccp, attraverso la frequentazione di un corso di minimo 6 ore ed il superamento di un test finale di verifica.

I quesiti sul corso haccp

9. corso haccp roma riconosciuto regione lazio

Sono validi a tutti gli effetti di legge, vedi punto 7.

10. Quanto dura l’attestato haccp?

La Delibera 825/2009 della Regione Lazio, http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=delibereDettaglio&id=9207 , indica che il persorso formativo di ogni operatore, non deve essere un fatto puramente episodico, ma bensì deve tener conto dei continui aggiornamenti normativi e degli eventuali mutamenti dei processi produttivi aziendali.

Ne consegue che l’attestato haccp, deve essere aggiornato qualora l’operatore operi in una impresa alimentare differente da quella in cui ha ottenuto il primo attestato e qualora le normative in ambito di sicurezza alimentare subiscano aggiornamenti significativi. Studiolab consiglia comunque aggiornamenti con frequenza almeno biennale.

11. Chi deve pagare l’attestato haccp? il dipendente o il titolare?

La normativa ci indica solamente che la formazione del personale alimentarista è un obbligo a carico del titolare dell’ impresa alimentare posta sotto il suo controllo, ma non dà indicazioni dettagliate in merito a chi debba sostenere gli oneri economici.

12. Scadenza attestato haccp, aggiornamento haccp regione lazio,

Vedere al punto 9.

 

13. Rinnovo attestato haccp Lazio

Con Studiolab, è possibile rinnovare l’attestato haccp in modalità online o residenziale.

14. Aggiornamento haccp ogni quanti anni va fatto

Consultare la sezione n. 9

15. Normativa e validità specifica nella regione Lazio dell’attestato haccp

consultare la Delibera 825 del 2009 scaricabile al link della risposta alla domanda 9.

16. corso haccp roma online

vedi quesito al punto 7.

 

I QUESITI SUL CORSO HACCP:

CORSI HACCP REGIONE LAZIO

CORSI HACCP ROMA RICONOSCIUTI

CORSO HACCP

CORSO HACCP ROMA COSTO

CORSO HACCP ROMA ASL

CORSO DI FORMAZIONA HACCP A ROMA

CORSO HACCP ROMA GRATUITO

CORSO HACCP ROMA ONLINE

CORSO HACCP ROMA RICONOSCIUTO REGIONE LAZIO

 

 

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Giuliano Vasciaveo

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Sicurezza sul lavoro per bed and breakfast ed affittacamere

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I bed and breakfast e gli affittacamere, sono strutture extra alberghiere, che differiscono dai più comuni hotel, per il numero massimo di stanze e la tipologia di alimenti che possono essere somministrati. Queste tipologie di attività, sottraggono molta clientela al classico albergo, poiché offrono tariffe molto vantaggiose non sempre a scapito del confort e della accuratezza dell’ambiente in cui si è ospitati. Il quesito che più frequentemente ci viene posto, riguarda la delicata questione della gestione della sicurezza alimentare e la sicurezza sul lavoro: I bed and breakfast e gli affittacamere, si devono attenere alle normative europee che regolamentano gli adempimenti in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro? in merito a questo quesito, ci viene in soccorso il Regolamento Regionale n. 8 del 7 agosto 2015, http://www.regione.lazio.it/binary/rl_turismo/tbl_evidenza/TUR_RR_08_07_08_2015.pdf  il quale fa innanzitutto chiarezza distinguendo tutte le varie tipologie di strutture extralberghiere dal punto di vista fiscale, urbanistico, strutturale e igienico-sanitario. Il regolamento dà anche preziose indicazioni, su come gestirle al meglio. Tutte queste tipologie di strutture hanno a che fare con la manipolazione e la somministrazione di cibo, nel momento in cui si serve la colazione alla propria clientela. E’ necessario, pertanto, che anche le strutture come bed and breakfast, affittacamere professionali e non, applichino l’autocontrollo alimentare attraverso il sistema h.a.c.c.p.  adeguandosi così al Reg.CE 852/2004 e a tutte quelle normative in materia di sicurezza alimentare. Redigere quindi il piano di autocontrollo alimentare e lecampionature analitiche.  E’ chiaro che gli operatori del settore alimentare e il personale alimentarista di queste strutture, debbano anche seguire un percorso formativo ai sensi della Delibera della Regione Lazio 825/2009, ovvero il cosidetto corso h.a.c.c.p. sostitutivo del libretto di idoneità sanitaria. Per quanto riguarda invece il tema della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, tali strutture poiché inferiori ai 25 posti letto, dovranno attenersi al titolo III° del D.M. 10/3/98 e s.m.i.:

Documento di valutazione dei rischi,

Nomina RSPP,

Nomina e formazione addetti antincendio e primo soccorso,

Formazione generale + specifica per tutti i lavoratori,

Elezione e formazione RLS,

Posizionamento cartellonistica di sicurezza,

Installazione di estintori portatili ogni 200 mq di superficie utile.

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e ottieni le informazioni di cui hai bisogno.

Le nuove disposizioni sulle informazioni al consumatore prodotti alimentari venduti sfusi e somministrati

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Vuoi sapere come comunicare correttamente le informazioni alla clientela per gli alimenti che vendi sfusi a peso o previo frazionamento e per gli alimenti che somministri?
Queste modalità sono tutt’ora normate dall’articolo 16 del nostro D.Lgs. 109 del 1992, il quale dà indicazioni chiare ed univoche in merito.
Entro il 9 Maggio 2018, però, il decreto 109 andrà in pensione in favore del Decreto 231, che finalmente recepisce il Reg.UE 1169/2011 e definisce anche salatissime sanzioni per la sua violazione, fino a € 24.000.
Si riporta un estratto del nuovo Decreto 231
Vendita di prodotti non preimballati (sfusi)

1. I prodotti alimentari offerti in vendita al consumatore finale o alle collettività senza preimballaggio, i prodotti imballati sui luoghi di vendita su richiesta del consumatore, i prodotti preimballati ai fini della vendita diretta, nonché i prodotti non costituenti unita’ di vendita ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2,
lettera e), del regolamento in quanto generalmente venduti previo frazionamento ancorché posti in confezione o involucro protettivo, esclusi gli alimenti di cui al comma 8 forniti dalle collettività, devono essere muniti di apposito cartello applicato ai recipienti che li contengono oppure di altro sistema equivalente, anche digitale, facilmente accessibile e riconoscibile, presente nei comparti in cui sono esposti. Sono fatte salve le prescrizioni stabilite in materia dai disciplinari di produzione per i prodotti DOP e IGP. Le fascette e le legature, anche se piombate, non sono considerate imballaggio.

2. Fatte salve le ulteriori indicazioni obbligatorie prescritte per i prodotti non preimballati da norme nazionali e dell’Unione europea, sul cartello devono essere riportate almeno le seguenti indicazioni,
che, nel caso di fornitura diretta alle collettività, possono essere riportate su un documento commerciale, anche in modalità telematica: Le informazioni obbligatorie minime sono:
 
a) la denominazione di vendita;
e molto altro ancora…
Per i prodotti di gelateria, pasticceria, panetteria, gastronomia, ci  sono però indicazioni più specifiche riguardo la possibilità di redigere UN REGISTRO DEGLI INGREDIENTI (…)
Il nuovo decreto 231, affronta anche la spinosa questione della comunicazione al cliente finale degli alimenti allergizzanti, non solo dei prodotti sfusi, ma anche di quelli somministrati, un tema sul quale si è espresso anche il Ministero della Salute con una circolare del 2015.

SANZIONI NUOVO DECRETO 231 SULLE INFORMAZIONI ALLA CLIENTELA PER I PRODOTTI SFUSI, SOMMINISTRATI E ALLERGENI

Violazioni in materia di indicazioni obbligatorie per la vendita dei prodotti non preimballati:

1. L’operatore del settore alimentare che viola le disposizioni in materia di vendita dei prodotti non preimballati (sfusi) è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 1.000 euro a 8.000 euro.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore del settore alimentare che omette, nella vendita dei prodotti non preimballati e degli alimenti non preimballati serviti dalle collettività, l’indicazione delle sostanze o prodotti allergizzanti è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 3.000 euro a 24.000 euro.

COME EVITARE LE SANZIONI

I titolari di imprese alimentari dovranno, pertanto, adeguarsi al nuovo decreto entro il 9 Maggio 2018.

Per maggiori informazioni su come evitare le salatissime sanzioni e adempiere correttamente al nuovo decreto, contattaci al Numero Verde Gratuito 800910683 oppure inviaci una e-mail.

Giuliano Vasciaveo

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